Cinque anni di sole sul tetto—
Il 10 giugno 2021 il contatore ha cominciato a girare al contrario. Da allora sono passati cinque anni esatti, ed è un buon momento per tirare le somme di una scelta che, all'epoca, sembrava quasi un esperimento.
Un impianto nato come fondo di magazzino
Diciamolo subito: non è un impianto importante. Parliamo di 1,55 kWp, una potenza minuscola per gli standard di oggi, dove un tetto residenziale monta tranquillamente 4, 6 o 8 kWp. La verità è che questo impianto probabilmente è nato come fondo di magazzino del costruttore. Sui documenti ufficiali è depositato con un nome che è tutto un programma: "FV 1,55 kW".
L'inverter è un ZCS Azzurro ZA1ES116, una macchina semplice e onesta. Per ospitare l'immissione in rete ho dovuto solo portare il contatore da 3 a 6 kW, anche perché avendo già pompa di calore, piastra ad induzione, una moto elettrica ai tempi era la soluzione più forte. Niente batterie per ora (ma ci sto pensando), niente ottimizzatori, niente domotica spinta: pannelli, inverter, rete. Il modello è lo scambio sul posto del GSE, con la fornitura elettrica intestata a una cooperativa di energia rinnovabile.
L'aspettativa, sinceramente, era bassa. E proprio per questo i numeri di questi cinque anni mi hanno fatto piacere.
I numeri dei cinque anni

- 8.342 kWh prodotti complessivamente (dato del contatore interno dell'inverter)
- 1.825 giorni di funzionamento ininterrotto
- 5,91 tonnellate di CO2 evitate
- una resa media di circa 1.030 kWh per ogni kWp installato all'anno, buona per un impianto così piccolo in pianura veneta
Anno per anno, la fotografia registrata da Solarman è questa:
| Anno | Produzione | |
|---|---|---|
| 2021 | 381 kWh | da giugno |
| 2022 | 1.812 kWh | il migliore |
| 2023 | 1.658 kWh | |
| 2024 | 1.464 kWh | |
| 2025 | 1.465 kWh | |
| 2026 | 682 kWh | parziale, al 10 giugno |
Il 2022 resta l'anno record, con 1.812 kWh: vuol dire oltre 1.160 kWh per kWp, un valore che molti impianti grandi si sognano. Negli anni successivi la produzione si è assestata poco sotto i 1.500 kWh, un calo fisiologico dovuto a un mix di annate meno soleggiate e ad un po' di sporco normalmente depositatosi sui moduli (da prevedere una pulizia a breve).
Quanta ne uso, quanta ne regalo alla rete
C'è un dato che il solo contatore di produzione non racconta, e che ho potuto ricostruire incrociando i numeri dell'inverter con quelli validati dal GSE: dove finisce, davvero, l'energia prodotta.
Lo scambio sul posto funziona così. Quando i pannelli producono più di quanto la casa sta consumando in quel momento, l'eccedenza viene immessa in rete; quando invece serve più energia di quella prodotta, la si preleva. Il GSE tiene il conto di entrambi i flussi, con misure validate dal distributore, e mi restituisce un numero che il mio inverter non conosce: quanta energia è davvero uscita di casa.
E qui c'è la sorpresa. Negli anni pieni, dal 2022 al 2025, l'impianto ha prodotto circa 6.400 kWh, ma in rete ne sono finiti solo 2.687: tutto il resto, quasi il 60%, è stato autoconsumato in casa, istante per istante, senza mai passare dal contatore di scambio.

I due mezzi anni nel grafico vanno letti con un'avvertenza. Del 2021, il primo, parziale da giugno, il GSE certifica 662 kWh immessi, ma la produzione registrata da Solarman è troppo bassa per essere vera (ci torno tra un attimo): la quota autoconsumata, quell'anno, semplicemente non è ricostruibile, e nel grafico compare solo l'energia immessa. Il 2026, ancora in corso, sarà completo solo quando il GSE chiuderà i conti dell'anno, l'anno prossimo: per questo non c'è.
È il vero senso di un impianto piccolo. Un 1,55 kWp non basta a coprire tutti i consumi di una casa, ma è dimensionato così bene sul fabbisogno di base - il frigorifero, la rete, i piccoli carichi sempre accesi - che quasi tutto quello che produce viene consumato sul posto, nello stesso momento in cui nasce. In rete finisce la minoranza, e per giunta in cambio di un meccanismo di compensazione, non di una vera vendita. Non è un impianto che "produce e rivende": è un impianto che, semplicemente, fa risparmiare corrente mentre il sole è alto.
Una nota onesta sui dati
Tutti i numeri di questo articolo li ho letti dal contatore interno dell'inverter: gli 8.342 kWh dei cinque anni sono quelli. Il portale Solarman, invece, ne registra molti di meno, 7.463 kWh al 10 giugno, perché il piccolo datalogger WiFi che gli spedisce i dati ha un segnale debolissimo e in cinque anni si è perso per strada quasi un decimo delle misure: una differenza di circa 880 kWh, poco più del 10 per cento. La lezione è semplice: il dato che conta è quello del contatore, non quello del cruscotto online. Solarman è comodo per i grafici, ma quando serve il numero vero bisogna andare a leggerlo alla fonte.
Fa il suo lavoro
Cinque anni dopo, l'impianto da fondo di magazzino è ancora lì che lavora, in silenzio, senza un guasto. Non cambierà il mondo con i suoi 1,55 kWp, ma ha prodotto più di otto megawattora di energia pulita, ha evitato quasi sei tonnellate di anidride carbonica. Sarebbe sempre meglio avere un impanto moderno e sempre perfetto. Ma a volte basta mettere su quello che si ha, puntarlo verso il sole e lasciarlo fare. Il resto lo fa una stella a 150 milioni di chilometri di distanza, gratis, ogni giorno dall'alba al tramonto.
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